AVANTE'

Postato alle 20:02 di venerdì, 16 novembre 2007

C'è un martirio quotidiano nel mondo moderno della Chiesa quando la Chiesa tenta di dare un significato alla vita.Non solo alla propria vita,non soltanto al proprio rapporto con lo Spirito,non soltanto un significato alla vita di chi ha scelto e segue Gesù,ma un significato alla vita degli uomini e delle donne del tempo.E’ stupefacente la violenta pressione esercitata da un pensiero dominante che deve uniformare il mondo,che deve eguagliare le coscienze,che deve addormentare sentimenti profondamente millenari che hanno la consistenza di una tradizione vivente,e tanti sono gli esempi di conformismo obbligato e di controedificazione .Nel mondo della scuola bisogna pensarla tutti allo stesso modo,pensare che ciò che appartiene ad una certa  idea e significato della vita  è  abrogato, non esiste più,non ha  nessun valore.Non lo si può insegnare nelle scuole,non lo si deve insegnare nelle università,non lo si può predicare nelle omelie,non può essere parte,di una discussione,quindi  la famiglia viene abrogata,il matrimonio è virtualmente abrogato,la paternità è abrogata,la maternità è abrogata,la pietà biologica è abrogata.

Allora spuntano come trifogli i punti fermi ed è fatale che se ne diano tutti più o meno arbitrariamente. Spesso però ci si dimentica,chi  colpevolizza le certezze si riferisce sempre alle certezze altrui.

 Il dubbio sorge e vien da chiedersi: perché mettere continuamente in gioco con  tentativi aspri di impedire ai cristiani di testimoniare quei valori in cui credono? Un giorno è il valore dell'embrione,un giorno il valore del feto,un’altro il matrimonio,un altr ancora il valore del dono, dell'amicizia coniugale, un giorno del dono di se e un giorno il valore dell'amore definito secondo un  principio interno diverso da quello del mercato dei sentimenti.

 Il tentativo di comprimere i cristiani  di obbligarli ad uniformarsi ad un pensiero che non gli appartiene anche se poi  viviamo  nel mondo  con grande gioia  con grande entusiasmo ne facciamo parte ed abbiamo e continuiamo a  costruire una tradizione culturale plurale fatta di tante correnti diversi . Ma qualcuno deve spiegarmi perché ciò che ci  unisce in  alcuni valori fondamentali deve essere aggredito assediato,ricondotto alle ragioni di un mondo che non prevede,quella forma di pensiero a quel sentimento della cosa cristiana?

 Bene;in questa inaudita pretesa di scristianizzazione radicale del mondo,vedo una sorta di invito al martirio.

permalink | Pensa dei commenti (7)
Commenti
#1   16 Novembre 2007 - 20:12
 
forse perché alcuni cristiani vogliono uniformare chi cristiano non è a loro stessi.
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#2   16 Novembre 2007 - 23:28
 
l mio dubbio era che tu fossi 'volato in cielo' ma vedo che sei in terra e scrivi.

E' un rapporto sano quello con il dubbio,
il continuo domandanrsi e capolgere
dinuovo la domanda.

Ma tu sottolinei dei comportamenti che null hanno di sano perchè sono strumentali alla politica che è
soprafazione del pensiero altrui
ritenendo tutti gli altri da condannare.
Ed allora che ognuno risponda alla propria coscienza.

sheracheundubbiolocoltiva
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#3   17 Novembre 2007 - 11:03
 
Credo che la moltitudine spaventa chi non vi appartiene. Chi cristiano non è non capisce le ragioni di questo "movimento" che per secoli ha imperversato in cielo e in terra "convincendo miliardi di persone".
E' facile attaccare il cristianesimo perchè per alcuni aspetti non è chiarissimo, l'escatologia non è materia per tutti soprattutto per chi non vuole arrendersi a certi principi.
Ci si aspetta che la religione ci convinca perchè le nostre menti oggi sono farcite di conoscenze che prima non esistevano per i più. Non ci si rende conto che la religione è come l'amore (sentimento ormai devitalizzato perchè fin troppo usato, declamato, sfruttato) non ci deve convincere ma rapire.
Va però detto che i principi vanno si assolutamente difesi ma ci sono alcuni aspetti di questi che alla luce di nuove conoscenze vanno rivisti nella loro modernità.
Il dubbio stimola l'intelligenza e l'intelligenza tiene alto il credo (qualunque esso sia) altrimenti si rischia di cedere il passo alla accettazione pedante e alle superstizioni.
Caffè?
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#4   18 Novembre 2007 - 12:05
 
Non vedo il martirio ma il caos.
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#5   20 Novembre 2007 - 07:03
 
L'appiattimento, l'uniformità, la massificazione... sono lo scopo di chi vuol controllare e "telecomandare" la gente.
E' la dura legge del mercato (e della politica che poi finiscono con l'identificarsi) e la chiesa non sfugge a questa regola....

buona giornata
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#6   20 Novembre 2007 - 18:14
 


Shery..
mia cara, ho le ali di cera anche nel cervello,
quali sarebbero i comportamenti strumentali?
:=)





caffeina...
quegli aspetti li ho citati per nome, semmai si possono confrontare con la modernità non rivisti o reinventati da essa.
ciao


gus....se caos sta per riordinamento antropologico allora chiamoiamolo caos
ciao


commare rud...
la Chiesa non è sfiorata da queste cose, gli uomini di chiesa si e il più delle volte ne rimangono sommersi.
ciao

naus ... parlavo di martirio e non di ossessione
ciao
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#7   21 Novembre 2007 - 12:06
 
comportamenti trumentali ti cito:

"la violenta pressione esercitata da un pensiero dominante che deve uniformare il mondo,che deve eguagliare le coscienze,che deve addormentare sentimenti profondamente millenari che hanno la consistenza di una tradizione vivente,e tanti sono gli esempi di conformismo obbligato e di controedificazione."

Appiattimento culturale, "Religione (come) oppio dei popoli".

sheraunpo'confusaemoltodubbiosasu....

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